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Archive for the category “Ebook”

City of Bones – Shadowhunters

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Sangue Impazzito

Ciao a tutti,

in questo post cambio genere, ma non mi allontano di molto da quello a cui vi ho abituato fino ad ora: si parla sempre di sangue.
Venerdì scorso ho avuto il piacere di assistere ad uno spettacolo teatrale degno di nota dal titolo Sangue Impazzito: un tributo intimo e fraterno a John Belushi il cui mito vive ancora oggi, nonostante la tragica morte prematura avvenuta il 5 marzo 1982 (anno della mia nascita) all’età di 33 anni.

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Il ricordo di Belushi è stato per molti anni sporcato da una prima biografia affidata al reporter di Wired Bob Woodward. Questo spettacolo contribuisce a restituire dignità ad un uomo e ad un artista che per la sua genialità, e non per l’abuso di stupefacenti, deve essere ricordato dai posteri. Come hanno affermato Nicola Nocella e Omar Perdini, che hanno ideato e intepretato lo spettacolo, si tratta di un atto d’amore e devo ammettere che sono riusciti a trasmettere esattamente le loro intenzioni per una serie di motivi tra cui il fatto che non si tratta nè di uno scimmiottamento dei Blues Brothers, il film più celebre di Belushi, o di uno dei suoi sketch al Saturday Night Live ma dell’invenzione di un John che nessuno avrebbe mai potuto vedere, e quindi di un personaggio riconoscibile ma di pura fantasia. Infatti, Nicola Nocella è John nelle ventiquanttro ore dopo il suo decesso mentre Omar Pedrini è l’angelo della morte a cui spetta il difficile compito di chiudergli gli occhi. Non voglio rivelare altro sullo spettacolo che ad oggi resta al Teatro Franco Parenti fino a questa sera.
Posso solo dirvi che pur non aspettandomi Nocella e Pedrini nei panni di Belushi e Aykroyd il tutto ha comunque superato le mie attese per la dimensione profondamente umana. Di ritorno a casa ho acquistato una biografia di John Belushi scritta dalla moglie Judy Belushi Pisano intitolata semplicemente “Belushi: A biography“. Sono uscita dal teatro con il desiderio di saperne di più su un personaggio che credevo di conoscere.
Perchè ricordare John Belushi? Per il fatto di essere un uomo intelligente e affamato di vita (e la vita aggredisce quando viene presa di petto).
Chiudo con due pezzi:
Sangue Impazzito, il pezzo dei Timoria del 1993, che dà il titolo allo spettacolo.

e The 2000 pounds bee John Belushi chiese al suo amico Aykroyd di volevere come colonna sonora del suo funerale questa canzone. L’amico mantenne la promessa quando entrò in Chiesa con la sua moto sulle noti urlanti di questo pezzo.

Eric Northman Biggest Badass 2012!

In attesa dell’estate 2013, ossia della sesta stagione di True Blood, ieri sera mi sono data all’amarcord e  rigustata la prima puntata della stagione 4, la mia preferita (in onda su MTV).

Sookie sparisce per un anno, anche se a lei sembra solo un quarto d’ora, e a Bon Temps tutti si sono rassegnati ad averla persa, tutti tranne Eric, che acquista la sua casa perchè possedendo la sua abitazione avrebbe posseduto anche lei al suo ritorno (astuto bastardo!). Non stupisce che Eric sia nella classifica del Biggest Badass 2012 di TV.com e stia vicendo, seguito da John Reese di Person of Interest (mi piacciono i personaggi spaccac#lo).

Intanto votatelo:

http://www.tv.com/features/best-of-2012/vote/poll/SpecialFeatures:list:biggest-badass

Tutti pensano che la colpa sia di Bill o comunque dei vampiri che si sono bevuti la povera Sookie, ma in realtà Claudine, la sua fata madrina, la conduce in un’altra dimensione, dove Sookie ritrova suo nonno, e da cui fugge, perchè le cose prendono una brutta piega. Bill si sta interamente dedicando alla politica (e da qui inizia la sua ascesa, soprattutto se pensiamo a dove è arrivato alla fine della 5a stagione, bello sapere come vanno a finire le cose) ed Eric è sempre la solita macchina per fare soldi. Jason entra in polizia e aiuta Andy a disintossicarsi dalla dipendenza da V (sangue di vempiro). Lafayette e Jesus fanno la conoscenza di Marnie, che gli procurerà non pochi problemi. Tara ha lasciato il paese e vive una vita di bugie lontano dai brutti ricordi della sua infanzia. Sam incontra Luna e Jessica inizia a dubitare del suo amore per Hyot. Un bel casino! Le premesse sono proprio quelle di True Blood. 

Questa stagione ha come protagonista  assoluta la magia ed è ispirata al libro Morto per il mondo di Charlaine Harris ed incentrata sulla relazione tra Sookie ed uno smemorato Eric. E’ sicuramente quella che preferisco e non solo per questa storia d’amore.

Ad esclusione del doppiaggio in italiano, che è pessimo, l’ora dalle 0.40 alla 1.40 è stata come sempre ben vissuta e ve la consiglio.

Intanto colgp l’occasione per augurare a tutti voi BUON NATALE!!!

Il vampiro multimediale

Vi consegno alcuni elementi multimediali (video e immagini) che possono interessarvi. Fatene buon uso!

Il primo video è una presentazione della mostra Dracula e il mito dei vampiri da parte dei suoi autori, che hanno creato le 3 sezioni dedicate alla riscostruzione storica (realizzata con la collaborazione del Kunsthistorisches Museum di Vienna) e alla  produzione letteraria e cinematografica (con gli storyboard e la sceneggiatura originale di Coppola per la prima volta in Europa). Seguono due variazioni sul tema, una tradotta nel design, con il progetto dell’architettura tipica del vampiro e una nella moda con la rappresentazione della donna vamp, che per la sua indipendenza ed emancipazione dal maschio “dominante”, assume un ruolo di demone (una crudelia). Infine i due omaggi: a Eiko Ishioka e a Crepax con i suoi 18 disegni dedicati al Dracula di Stoker e all’incontro di Valentina con Dracula.

L’altro elemento è l’immagine di copertina del nuovo libro di Charlaine Harris Dead Ever After previsto nelle librerie a maggio 2013, il nuovo episodio della serie di Sookie Stackhouse novels (il 13esimo libro per l’esattezza), da cui è tratta la serie TV True Blood (dalla cui attenta e devota visione nasce il mio blog).

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A presto! SS

Dracula e il mito dei vampiri in Triennale

Oggi ho finalmente visitato la mostra “Dracula e il mito dei vampiri” in Triennale a Milano fino a marzo 2013.

A dire la verità la mostra è stata aperta ufficialmente giovedì 22 novembre  2012 (quindi due giorni fa), ma troppa era la mia impazienza di visitarla.

Così in compagnia del Dracula di Bram Stoker (il libro in versione ebook pagato su Amazon meno di 1 euro) mi sono diretta a Milano.

Dracula e il mito dei vampiri” è sicuramente un buon modo di entrare per la prima volta nel mondo di Dracula e dei vampiri in generale  e la loro presenza nella storia, nella leggenda, nella letteratura, nel cinema e persino nella moda e nel fumetto. Bram Stoker in vita non ha  assistito al successo della sua opera e non avrebbe mai immaginato l’influenza e la penetrazione che questa avrebbe avuto in diversi settori dell’arte e nella quotidianità.

Si parte con un’indagine storica che ha come protagonista Vlad III detto Tepes (in rumeno “l’impalatore”) principe della Valacchia e figlio di Vlad II Dracul, con dettaglio sui suoi metodi di impalamento, e i fenomeni di vampirismo (le tombe di persone credute non morte venivano profanate e i corpi traffitti  con paletti di legno per accertarsi che non tornassero sulla Terra). Le gesta dell’impalatore e gli episodi di vampirismo non sono storicamente connessi, lo sono stati successivamente quando Vlad l’impalatore è stato identificato come modello del male e questi episodi sono diventati dimostrazione della superstizione e dell’ignoranza di cui l’Europa dell’Est veniva accusata dal mondo Occidentale e Cattolico. La storia del vampirismo non ha nulla a che fare con i pipistrelli o il timore dell’esposizione alla luce del sole mentre si credeva vero il potere dell’aglio e l’utilizzo di paletti per allontanare o uccidere i non morti.

La mostra prosegue con la prima citazione del Conte Dracula nella letteratura ad opera di Bram Stoker.

Nella prima sala troviamo raffigurazioni del Principe Vlad, cimeli dell’esercito ottomano (armature, maschere, turbanti) e copie del romanzo e appunti di Stoker. Il Dracula di Bram Stoker è un esempio di letteratura gotica e precursore del moderno genere horror. E’ una commistione di generi: la storia è narrata dai diari e dalle lettere scritti dai suoi protagonisti che ne tessono la trama.

Nella seconda stanza si entra nella dimensione cinematografica: ad ogni decennio corrisponde  un ruolo specifico attribuito alla figura del vampiro. Da Nosferatu (che rappresenta l’inconscio dell’uomo) a Twilight passando attraverso  Dracula di Bram Stoker e di Francis Ford Coppola, Intervista col Vampiro e l’attualissimo Twilight. A mio giudizio questa sezione potrebbe essere arricchita dalla produzione TV che vanta numerossissime serie sui vampiri lette sotto lenti diverse e in contesti nuovi e attuali (mancano ulteriori sfaccettature del vampiro moderno). Uno degli elementi che mantiene viva l’attrazione verso i vampiri resta il forte e voluto legame con l’erotismo. Una cassa di legno consente di spiare i baci dati dai vampiri al cinema (aspetto romantico per me non necessario).

Dracula è un perfetto nome di donna viene detto nella stanza delle proiezioni in cui si alternano spezzoni di alcuni film in cui il vampiro si presenta come ombra (la sua forma più espressiva essendo contemporaneamente figlio della luce e del buio). Ma i vampiri sono uomini o donne? Davanti a questa domanda la letteratura si divide in due correnti: chi racconta di vampiri (come Stoker) e chi di vampire. Una “vampira” della storia è Elisabeth Bathory, una nobile donna convinta che i bagni nel sangue umano mantenessero intatta la sua bellezza,  fu accusata di seicento omicidi di giovani donne e per questo murata viva. La bivalenza dell’essenza vampiresca e i dubbi sul suo sesso (che a differenza degli angeli è ben connotato) sono due quesiti e spunti di riflessione interessanti.

L’ultima stanza  chiude la mostra con la figura della vamp, una contrazione del termine qui più volte ripetuto, che indica la femme fatale, una donna spegiudicata, arrivista e succhiasangue (non sempre nel vero senso della parola).

Avremo modo di approfondire tutti questi aspetti. La mostra si conclude con un omaggio di Crepax al Dracula di Stoker.

Comunque se siete a digiuno di vampiri fatevi un giro in Triennale, può essere un buon punto di partenza per entrare in un mondo assai affascinante.

…e molto altro ancora vi aspetta…State connessi 

SS

Breaking Dawn – Part 2

#ATTENZIONE SPOILER

Ieri sera c’ero anche io tra le numerosissime adolescenti che hanno assistito alla prima di Twilight – Breaking Dawn parte 2 (unica differenza, io non sono più adolescente).

Sono partita con il timore che fosse orribile come la parte 1 (orribile sinonimo di inguardabile), ma mi sono ricreduta, in fondo non è stato poi così male! 

Merito dell’idea di costruire la parte centrale del film su una truculente e sanguinosa visione di Alice, la sorella del vampiro Edward, sostituita alla realtà dei fatti. Per venti minuti, di un film fortunatamente veloce e di azione, assistiamo inconsapevoli ad una previsione del futuro e non al reale svolgimento dei fatti. 

Personalmente mi è preso un “dannato” colpo quando ho visto la testa di Carlisle, padre adottivo e creatore di Edward, fatta saltare da Aron, capo dei Volturi come in una dimostrazione di coltelli (come solo lo Chef  Toni sapeva fare!). Subito mia cugina accanto a me si è voltata e rabbrividendo mi ha detto “il libro non era così”.

E in effetti non aveva tutti i torti, visto che ciò a cui abbiamo assistito in quegli intensi 20 minuti di battaglia epica non erano affatto veri. Peraltro io adoro le battaglie epiche quindi la mia fame di guerra è stata saziata. 

Che cosa succede in questo ultimo episodio della saga di Twilight tratto dall’omonimo libro Breaking Dawn (e per l’esattezza: parte seconda)?

Alla fine della prima parte ci congediamo da Bella morente mentre dà alla luce la figlia Renesmee (un  nome tremendo dato dalla contrazione dei nomi delle madri di Edward e Bella). La bambina è stata concepita quando Bella era ancora mortale ed è raro che un vampiro possa riprodursi.

La piccola Renesmee non è una bambina qualunque, cresce molto velocemente. Questa crescita è inspiegabile persino ai suoi genitori vampiri che non sanno fino a quando potranno vivere con la figlia. La bambina è sicuramente mortale e lo si vede dal colore della pelle che non è cadaverica come quella del resto della famiglia.

A complicare le cose c’è il lupo di Jacob, amico di Bella, che ha l’imprinting con la piccola. Questo permette a Bella di liberarsi di uno spasimante in eccesso, ma comporta che il lupo non possa separarsi da Reneesme e quindi viva perennemente insieme a loro (e poi si parla tanto di privacy!).

Durante una tranquilla passeggiata sulla neve, Irina, parente dei Cullen, scopre dell’esistenza della bambina e la denuncia ai Volturi, riportando loro che si tratta di un vampiro bambino, ossia trasformato da infante e pertanto pericoloso perché capriccioso e incontrollabile. I Volturi aveva ucciso la madre di Irina, rea di aver creato un vampiro bambino, e distrutto il suo villaggio.

Ovviamente i Volturi non si lasciano sfuggire l’occasione di usare questa notizia infondata per accusare i Cullen di un gravissimo reato: la loro creatura, se scoperta, potrebbe portare gli esseri umani a conoscenza dell’esistenza dei vampiri. Il che non è affatto cosa buona!

Irina si sbaglia sul conto della bambina e i Volturi si preparano alla guerra. Per affrontarli i Cullen devono radunare il maggior numero possibile di testimoni che possano confermare che non si tratti di un’immortale. Così girano il mondo e radunano un discreto gruppo di vampiri pronti a sostenerli. Intanto, Alice abbandona la famiglia cosciente del fatto che siano lei e il suo potere di preveggenza i motivi per cui Aron voglia attaccarli. Prepara però una via di fuga per proteggere Reneesme, di cui informa solamente Bella (la cui mente non può essere letta), la quale scopre di essere uno scudo, ossia un vampiro capace di creare una barriera protettiva all’influenza altrui.

Quando i Volturi arrivano, il piccolo e multietnico esercito organizzato da Carlisle è pronto a spiegare la questione. Provvidenziale è l’avvento di Alice che mette Aron davanti alla verità, facendogli leggere nei suoi pensieri quale sarebbe l’esito della battaglia se decidesse di combattere, questa “mentalizzazione” ci resta oscura fino al termine del combattimento, che ci godiamo per intero e che finisce con la morte di Aron.

Oltre a quella di Aron, la battaglia porterebbe alla distruzione dei Volturi e alla decimazione di Cullen.

Per avvalorare la causa che Reneesme non è un pericolo, l’astuta Alice porta con sé un testimone reale, un essere simile alla bambina, un ragazzo, metà umano e metà vampiro e Aron ritira le truppe.

Tirato un sospiro di sollievo: tutti vivono felici e contenti. 

Come dicevo, è meglio del precedente per il ritmo e i colpi di scena, però mi è andata di traverso una battuta che non ho ben colto. Ad un certo punto Edward definisce i Volturi “quella feccia di italiani”, non credo sia politically correct (ammesso che i vampiri non votino Romney), ma mi riservo di rivedere il film in lingua originale per capirne di più.

State connessi…

SS

The Scient of Lies. A Paradise Valley Mystery, Debra Burroughs

Con il post di oggi voglio aprire un nuovo capitolo (una nuova categoria, per dirla alla wordpress) di questo mio blog: la sezione dedicata ai libri.

Su twitter ho scoperto una rete di scrittori che presentano i loro libri sui social media. Qui il rapporto tra autore e lettore è completamente nuovo, più relazione, più coinvolgimento, un contatto diretto e one to one. Ho così deciso di dedicarmi alla lettura di questi libri, che non sono protagonisti delle librerie soprattutto italiane e che potete trovare sul circuito amazon a prezzi bassissimi (sotto l’euro). Del resto, da quando ho ricevuto in regalo il Kindle la mia vita ha subito una svolta.

Inauguro questa sezione con The Scient of Lies, A Paradise Valley Mystery di Debra Burroughs.

E’ un libro che consiglio soprattutto al pubblico femminile. E’ un romanzo giallo dai risvolti rosa, molto piacevole e per nulla banale.

Alla base di questo racconto c’è l’omicidio di un uomo, Ricardo Vega, e da questo mistero si dipartono una serie di storie parallele che girano attorno a Emily Parker rimasta vedova del marito Evan, investigatore privato.

Trama:
Evan sta investigando proprio su Ricardo quando viene trovato morto nel suo ufficio.
Emily è una donna pratica, coraggiosa e determinata che si trova ad affrontare la misteriosa perdita del marito, circondata dall’affetto di un gruppo di amiche. Dopo la morte di Evan, Emily scopre qualcosa di lui che non avrebbe mai immaginato e che sconvolge ed è decisa ad andare a fondo nei segreti di Evan. Tra questi c’è Delia, la moglie di Ricardo, che aveva ingaggiato il detective per indagare sul presunto tradimento del marito e sulla sottrazione di denaro dai fondi della sua azienda. Emily accetta di continuare il lavoro di Evan per conto di Delia e di scorpire la verità su Ricardo, ma l’indagine si complica quando Ricardo viene misteriosamente assassinato. Da chi? Questo non lo sapremo fino all’ultima pagina del libro. Nel frattempo, Emily lascia la sua professione di agente immobiliare e si addentra in una avventura che le regalerà continue soprese sia professionali che personali.

The Scient of Lies è un romanzo coinvolgente ed intrigante. La protagonista è una donna decisa che di fronte al dolore reagisce con coraggio. E’ una donna moderna e un personaggio positivo, circondata dall’affetto delle sue amiche. Il tutto si sviluppa nella cittadina di Paradise Valley, la dimensione giusta per questo mistero di provincia.

Ho apprezzato i due piani (personale e professionale) su cui il romanzo è costruito, i loro intrecci e le reti di relazioni che esplodono da un solo evento. Un equilibrato mix di elementi che depurano il romanzo da eccessiva complessità e facilitano la lettura. Sul ramo del tradimento e della successiva morte di Ricardo, crescono i misteri sull’identità di Evan, l’acquisizione della consapevolezza di sé sviluppata da Emily come donna e come professionista, un nuovo amore alle porte che matura sul campo di lavoro (la scena del crimine), il coinvolgimento delle amiche nei diversi aspetti della vita di Emily.

E’ un racconto con una buona dose di colpi di scena e suspence e al tempo stesso semplice e piacevole ed è proprio per il piacere che ho tratto nel leggerlo che lo consiglio a tutti voi.

Alla prossima lettura, restate connessi.

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