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Archive for the day “November 24, 2012”

Dracula e il mito dei vampiri in Triennale

Oggi ho finalmente visitato la mostra “Dracula e il mito dei vampiri” in Triennale a Milano fino a marzo 2013.

A dire la verità la mostra è stata aperta ufficialmente giovedì 22 novembre  2012 (quindi due giorni fa), ma troppa era la mia impazienza di visitarla.

Così in compagnia del Dracula di Bram Stoker (il libro in versione ebook pagato su Amazon meno di 1 euro) mi sono diretta a Milano.

Dracula e il mito dei vampiri” è sicuramente un buon modo di entrare per la prima volta nel mondo di Dracula e dei vampiri in generale  e la loro presenza nella storia, nella leggenda, nella letteratura, nel cinema e persino nella moda e nel fumetto. Bram Stoker in vita non ha  assistito al successo della sua opera e non avrebbe mai immaginato l’influenza e la penetrazione che questa avrebbe avuto in diversi settori dell’arte e nella quotidianità.

Si parte con un’indagine storica che ha come protagonista Vlad III detto Tepes (in rumeno “l’impalatore”) principe della Valacchia e figlio di Vlad II Dracul, con dettaglio sui suoi metodi di impalamento, e i fenomeni di vampirismo (le tombe di persone credute non morte venivano profanate e i corpi traffitti  con paletti di legno per accertarsi che non tornassero sulla Terra). Le gesta dell’impalatore e gli episodi di vampirismo non sono storicamente connessi, lo sono stati successivamente quando Vlad l’impalatore è stato identificato come modello del male e questi episodi sono diventati dimostrazione della superstizione e dell’ignoranza di cui l’Europa dell’Est veniva accusata dal mondo Occidentale e Cattolico. La storia del vampirismo non ha nulla a che fare con i pipistrelli o il timore dell’esposizione alla luce del sole mentre si credeva vero il potere dell’aglio e l’utilizzo di paletti per allontanare o uccidere i non morti.

La mostra prosegue con la prima citazione del Conte Dracula nella letteratura ad opera di Bram Stoker.

Nella prima sala troviamo raffigurazioni del Principe Vlad, cimeli dell’esercito ottomano (armature, maschere, turbanti) e copie del romanzo e appunti di Stoker. Il Dracula di Bram Stoker è un esempio di letteratura gotica e precursore del moderno genere horror. E’ una commistione di generi: la storia è narrata dai diari e dalle lettere scritti dai suoi protagonisti che ne tessono la trama.

Nella seconda stanza si entra nella dimensione cinematografica: ad ogni decennio corrisponde  un ruolo specifico attribuito alla figura del vampiro. Da Nosferatu (che rappresenta l’inconscio dell’uomo) a Twilight passando attraverso  Dracula di Bram Stoker e di Francis Ford Coppola, Intervista col Vampiro e l’attualissimo Twilight. A mio giudizio questa sezione potrebbe essere arricchita dalla produzione TV che vanta numerossissime serie sui vampiri lette sotto lenti diverse e in contesti nuovi e attuali (mancano ulteriori sfaccettature del vampiro moderno). Uno degli elementi che mantiene viva l’attrazione verso i vampiri resta il forte e voluto legame con l’erotismo. Una cassa di legno consente di spiare i baci dati dai vampiri al cinema (aspetto romantico per me non necessario).

Dracula è un perfetto nome di donna viene detto nella stanza delle proiezioni in cui si alternano spezzoni di alcuni film in cui il vampiro si presenta come ombra (la sua forma più espressiva essendo contemporaneamente figlio della luce e del buio). Ma i vampiri sono uomini o donne? Davanti a questa domanda la letteratura si divide in due correnti: chi racconta di vampiri (come Stoker) e chi di vampire. Una “vampira” della storia è Elisabeth Bathory, una nobile donna convinta che i bagni nel sangue umano mantenessero intatta la sua bellezza,  fu accusata di seicento omicidi di giovani donne e per questo murata viva. La bivalenza dell’essenza vampiresca e i dubbi sul suo sesso (che a differenza degli angeli è ben connotato) sono due quesiti e spunti di riflessione interessanti.

L’ultima stanza  chiude la mostra con la figura della vamp, una contrazione del termine qui più volte ripetuto, che indica la femme fatale, una donna spegiudicata, arrivista e succhiasangue (non sempre nel vero senso della parola).

Avremo modo di approfondire tutti questi aspetti. La mostra si conclude con un omaggio di Crepax al Dracula di Stoker.

Comunque se siete a digiuno di vampiri fatevi un giro in Triennale, può essere un buon punto di partenza per entrare in un mondo assai affascinante.

…e molto altro ancora vi aspetta…State connessi 

SS

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