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Archive for the month “November, 2012”

Il vampiro nella tradizione

Mio nonno diceva che bisogna temere i vivi invece di avere paura dei morti, ed in effetti da secoli esiste un attrazione per i morti che va oltre la semplice paura e anziché intimorire, incuriosisce ed affascina (come nel mio caso). 

Storicamente, le prime testimonianze di vampirismo risalgono al XVII e XVIII secolo nell’Europa Orientale, ma è solo nel XVIII secolo che il termine vampiro entra nel linguaggio attraverso  “Il Vampiro” di John Polidori (segretario e medico personale del poeta George Byron) prima e il Dracula di Bram Stoker poi. Sicuramente i vampiri di cui narra il folklore non erano nobili dal volto emaciato con i canini appuntiti, capaci di trasformarsi in pipistrelli e la cui immagine non si rifletteva allo specchio (caratteristiche attribuite loro dalla letteratura e dal cinema) erano, invece, descritti come gonfi, dalla carnagione scura e sanguigna, proprio per la loro dieta a base di sangue. I denti e le unghie dei “vampiri” continuavano a crescere dopo la morte e dalla bocca e dal naso perdevano sangue (per questo si pensava che si nutrissero di sangue e che quello che fuoriusciva dagli orifizi fosse il sangue fresco delle vittime appena morse). Alcune leggende raccontano che chi avesse i capelli rossi o voglie scure sul corpo fosse considerato un vampiro (che simpatica scoperta per chi come me ha una voglia scusa di 5 cm dietro al polpaccio sinistro).

Erano considerati “vampiri” persone morte in maniera violenta, bambini non battezzati o uomini e donne con difetti fisici, persone che si ribellavano alla Chiesa, insomma gli emarginati e chi non si atteneva alle regole. Esistono credenze sui vampiri in numerose culture e società del mondo.

Il prototipo del vampiro nella storia  non è un uomo (abbiamo accennato al sesso dei vampiri nel post precedente) bensì una donna ed esattamente Lilith (il vampiro biblico citato nella 5a stagione di True Blood che mette in crisi Bill e in cui lui si trasforma), la prima moglie ripudiata di Adamo, e persecutrice di bambini. Nella tradizione ebraica è un diavolo che succhia l’energia vitale (il sangue è vita) a chi si unisce carnalmente a lei.

Esistono numerose tipologie di vampiri e vampire descritte in vari paesi e culture e nel corso della storia anche se è stata la popolarità del romanzo di Stoker che ha disegnato la figura del vampiro che è arrivata fino ai giorni nostri nella “persona” del Conte Dracula ispirato al Conte Vlad Tepes III principe di Valachia, nato in Transilvania e appartenente all’ordine del Drago, un ordine cavalleresco che combatteva le eresie. Il tanto temuto Vlad è considerato in patria eroe nazionale per aver liberato la Romania dai Turchi. E noi che lo consideriamo un cattivone perchè ha impalato 40.000 persone nel tempo libero, ma forse siamo troppo severi.

Come avete letto la visione del vampiro che abbiamo oggi nel cinema e nella letteratura (giovane e sexy oppure bello, dandy e aristocratico) non coincide proprio con quella della tradizione.

E voi quale preferite? Fate sentire la vostra voce.

SS

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Eiko Ishioka e l’armatura di Dracula

Ciao a tutti,

Vi ho raccontato della mia esperienza alla mostra “Dracula e il mito dei vampiri” (e ci ritornerò), volevo aggiungere, come nota positiva, la scelta di esporre la spettacolare armatura realizzata da Eiko Ishioka, costumista giapponese, per Gary Oldman nel film Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola. L’armatura è esposta all’interno della mostra e un video ne racconta la creazione.

Direi: Meravigliosa, come il resto dei costumi (gli abiti di Dracula, di Mina e di Lucy).

L’armatura  è simile ad un gigante armadillo e ricorda i fasci di muscoli del corpo umano (in questo la trovo “divina”) con una maschera con le orecchie di lupo.

Nell’immagine accanto all’armatura, è ritratto l’abito da sposa di Lucy-vampira.

Per i costumi del film, elemento per cui il regista non ha badato a spese, Eiko Ishioka ha ricevuto l’Oscar per i migliori costumi (Academy Award for Costume Design), .

Tra le utlime collaborazioni cinematografiche della Ishioka: Biancaneve (2012) e Immortals (2011).

Ha collaborato anche con Bjork per il video Cocoon del 2002 e con Grace Jones nel 2009.

Non perdetevi la mostra… DRACULA è FASHION

SS

Dracula e il mito dei vampiri in Triennale

Oggi ho finalmente visitato la mostra “Dracula e il mito dei vampiri” in Triennale a Milano fino a marzo 2013.

A dire la verità la mostra è stata aperta ufficialmente giovedì 22 novembre  2012 (quindi due giorni fa), ma troppa era la mia impazienza di visitarla.

Così in compagnia del Dracula di Bram Stoker (il libro in versione ebook pagato su Amazon meno di 1 euro) mi sono diretta a Milano.

Dracula e il mito dei vampiri” è sicuramente un buon modo di entrare per la prima volta nel mondo di Dracula e dei vampiri in generale  e la loro presenza nella storia, nella leggenda, nella letteratura, nel cinema e persino nella moda e nel fumetto. Bram Stoker in vita non ha  assistito al successo della sua opera e non avrebbe mai immaginato l’influenza e la penetrazione che questa avrebbe avuto in diversi settori dell’arte e nella quotidianità.

Si parte con un’indagine storica che ha come protagonista Vlad III detto Tepes (in rumeno “l’impalatore”) principe della Valacchia e figlio di Vlad II Dracul, con dettaglio sui suoi metodi di impalamento, e i fenomeni di vampirismo (le tombe di persone credute non morte venivano profanate e i corpi traffitti  con paletti di legno per accertarsi che non tornassero sulla Terra). Le gesta dell’impalatore e gli episodi di vampirismo non sono storicamente connessi, lo sono stati successivamente quando Vlad l’impalatore è stato identificato come modello del male e questi episodi sono diventati dimostrazione della superstizione e dell’ignoranza di cui l’Europa dell’Est veniva accusata dal mondo Occidentale e Cattolico. La storia del vampirismo non ha nulla a che fare con i pipistrelli o il timore dell’esposizione alla luce del sole mentre si credeva vero il potere dell’aglio e l’utilizzo di paletti per allontanare o uccidere i non morti.

La mostra prosegue con la prima citazione del Conte Dracula nella letteratura ad opera di Bram Stoker.

Nella prima sala troviamo raffigurazioni del Principe Vlad, cimeli dell’esercito ottomano (armature, maschere, turbanti) e copie del romanzo e appunti di Stoker. Il Dracula di Bram Stoker è un esempio di letteratura gotica e precursore del moderno genere horror. E’ una commistione di generi: la storia è narrata dai diari e dalle lettere scritti dai suoi protagonisti che ne tessono la trama.

Nella seconda stanza si entra nella dimensione cinematografica: ad ogni decennio corrisponde  un ruolo specifico attribuito alla figura del vampiro. Da Nosferatu (che rappresenta l’inconscio dell’uomo) a Twilight passando attraverso  Dracula di Bram Stoker e di Francis Ford Coppola, Intervista col Vampiro e l’attualissimo Twilight. A mio giudizio questa sezione potrebbe essere arricchita dalla produzione TV che vanta numerossissime serie sui vampiri lette sotto lenti diverse e in contesti nuovi e attuali (mancano ulteriori sfaccettature del vampiro moderno). Uno degli elementi che mantiene viva l’attrazione verso i vampiri resta il forte e voluto legame con l’erotismo. Una cassa di legno consente di spiare i baci dati dai vampiri al cinema (aspetto romantico per me non necessario).

Dracula è un perfetto nome di donna viene detto nella stanza delle proiezioni in cui si alternano spezzoni di alcuni film in cui il vampiro si presenta come ombra (la sua forma più espressiva essendo contemporaneamente figlio della luce e del buio). Ma i vampiri sono uomini o donne? Davanti a questa domanda la letteratura si divide in due correnti: chi racconta di vampiri (come Stoker) e chi di vampire. Una “vampira” della storia è Elisabeth Bathory, una nobile donna convinta che i bagni nel sangue umano mantenessero intatta la sua bellezza,  fu accusata di seicento omicidi di giovani donne e per questo murata viva. La bivalenza dell’essenza vampiresca e i dubbi sul suo sesso (che a differenza degli angeli è ben connotato) sono due quesiti e spunti di riflessione interessanti.

L’ultima stanza  chiude la mostra con la figura della vamp, una contrazione del termine qui più volte ripetuto, che indica la femme fatale, una donna spegiudicata, arrivista e succhiasangue (non sempre nel vero senso della parola).

Avremo modo di approfondire tutti questi aspetti. La mostra si conclude con un omaggio di Crepax al Dracula di Stoker.

Comunque se siete a digiuno di vampiri fatevi un giro in Triennale, può essere un buon punto di partenza per entrare in un mondo assai affascinante.

…e molto altro ancora vi aspetta…State connessi 

SS

Dracula e il mito dei vampiri

Dal prossimo venerdì 23 novembre al 24 marzo 2013, la Triennale di Milano ospiterà  la mostra Dracula e il mito dei vampiri con 100 opere tra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video che indagano la figura del vampiro. 

Dove: Triennale di Milano, a Milano in viale Emilio Alemagna , 6

Orari: tutti i giorni (tranne il lunedì): 10.30-20.30; il giovedì: 10.30-23.00; chiuso il: lunedì

Breaking Dawn – Part 2

#ATTENZIONE SPOILER

Ieri sera c’ero anche io tra le numerosissime adolescenti che hanno assistito alla prima di Twilight – Breaking Dawn parte 2 (unica differenza, io non sono più adolescente).

Sono partita con il timore che fosse orribile come la parte 1 (orribile sinonimo di inguardabile), ma mi sono ricreduta, in fondo non è stato poi così male! 

Merito dell’idea di costruire la parte centrale del film su una truculente e sanguinosa visione di Alice, la sorella del vampiro Edward, sostituita alla realtà dei fatti. Per venti minuti, di un film fortunatamente veloce e di azione, assistiamo inconsapevoli ad una previsione del futuro e non al reale svolgimento dei fatti. 

Personalmente mi è preso un “dannato” colpo quando ho visto la testa di Carlisle, padre adottivo e creatore di Edward, fatta saltare da Aron, capo dei Volturi come in una dimostrazione di coltelli (come solo lo Chef  Toni sapeva fare!). Subito mia cugina accanto a me si è voltata e rabbrividendo mi ha detto “il libro non era così”.

E in effetti non aveva tutti i torti, visto che ciò a cui abbiamo assistito in quegli intensi 20 minuti di battaglia epica non erano affatto veri. Peraltro io adoro le battaglie epiche quindi la mia fame di guerra è stata saziata. 

Che cosa succede in questo ultimo episodio della saga di Twilight tratto dall’omonimo libro Breaking Dawn (e per l’esattezza: parte seconda)?

Alla fine della prima parte ci congediamo da Bella morente mentre dà alla luce la figlia Renesmee (un  nome tremendo dato dalla contrazione dei nomi delle madri di Edward e Bella). La bambina è stata concepita quando Bella era ancora mortale ed è raro che un vampiro possa riprodursi.

La piccola Renesmee non è una bambina qualunque, cresce molto velocemente. Questa crescita è inspiegabile persino ai suoi genitori vampiri che non sanno fino a quando potranno vivere con la figlia. La bambina è sicuramente mortale e lo si vede dal colore della pelle che non è cadaverica come quella del resto della famiglia.

A complicare le cose c’è il lupo di Jacob, amico di Bella, che ha l’imprinting con la piccola. Questo permette a Bella di liberarsi di uno spasimante in eccesso, ma comporta che il lupo non possa separarsi da Reneesme e quindi viva perennemente insieme a loro (e poi si parla tanto di privacy!).

Durante una tranquilla passeggiata sulla neve, Irina, parente dei Cullen, scopre dell’esistenza della bambina e la denuncia ai Volturi, riportando loro che si tratta di un vampiro bambino, ossia trasformato da infante e pertanto pericoloso perché capriccioso e incontrollabile. I Volturi aveva ucciso la madre di Irina, rea di aver creato un vampiro bambino, e distrutto il suo villaggio.

Ovviamente i Volturi non si lasciano sfuggire l’occasione di usare questa notizia infondata per accusare i Cullen di un gravissimo reato: la loro creatura, se scoperta, potrebbe portare gli esseri umani a conoscenza dell’esistenza dei vampiri. Il che non è affatto cosa buona!

Irina si sbaglia sul conto della bambina e i Volturi si preparano alla guerra. Per affrontarli i Cullen devono radunare il maggior numero possibile di testimoni che possano confermare che non si tratti di un’immortale. Così girano il mondo e radunano un discreto gruppo di vampiri pronti a sostenerli. Intanto, Alice abbandona la famiglia cosciente del fatto che siano lei e il suo potere di preveggenza i motivi per cui Aron voglia attaccarli. Prepara però una via di fuga per proteggere Reneesme, di cui informa solamente Bella (la cui mente non può essere letta), la quale scopre di essere uno scudo, ossia un vampiro capace di creare una barriera protettiva all’influenza altrui.

Quando i Volturi arrivano, il piccolo e multietnico esercito organizzato da Carlisle è pronto a spiegare la questione. Provvidenziale è l’avvento di Alice che mette Aron davanti alla verità, facendogli leggere nei suoi pensieri quale sarebbe l’esito della battaglia se decidesse di combattere, questa “mentalizzazione” ci resta oscura fino al termine del combattimento, che ci godiamo per intero e che finisce con la morte di Aron.

Oltre a quella di Aron, la battaglia porterebbe alla distruzione dei Volturi e alla decimazione di Cullen.

Per avvalorare la causa che Reneesme non è un pericolo, l’astuta Alice porta con sé un testimone reale, un essere simile alla bambina, un ragazzo, metà umano e metà vampiro e Aron ritira le truppe.

Tirato un sospiro di sollievo: tutti vivono felici e contenti. 

Come dicevo, è meglio del precedente per il ritmo e i colpi di scena, però mi è andata di traverso una battuta che non ho ben colto. Ad un certo punto Edward definisce i Volturi “quella feccia di italiani”, non credo sia politically correct (ammesso che i vampiri non votino Romney), ma mi riservo di rivedere il film in lingua originale per capirne di più.

State connessi…

SS

Buon compleanno Bram Stoker

Oggi Google dedica il suo Doodle a Abraham Stoker (conosciuto da tutti come Bram).

E come potrebbe un blog dedicato ai Vampiri non festeggiare un data come questa o addirittura non ricordare il padre di Dracula, nonno Bram!

Bram Stoker nasceva esattamente 165 anni fa (8 novembre 1847) ed è conosciuto per essere l’autore di uno dei maggiori classici del terrore, più volte rimaneggiato nel corso della storia in numerosi film ed opere teatrali, il tanto temuto Conte “Dracula”.

L’opera potrebbe aver avuto origini già dall’infanzia di Stoker affetto da una malattia fortemente debilitante che lo costrinse a vivere allettato fino all’età di 8 anni. La sua successiva guarigione fu considerata dai medici un miracolo. Proprio da questa sua resurrezione dal mondo dei morti avrebbe avuto origine “Dracula”. L’opera prese forma dopo che un professore ungherese Arminius Vambery raccontò a Stoker la leggenza del principe rumeno Vlad Tepes Dracul, per gli amici  “l’impalatore” (simpatico!) e fu pubblicata nel 1897 dopo una lunga gestazione (si dice di circa 7 anni).

Bram Stoker morì a Londra, dove è sepolto, il 20 aprile del 1912.

Tra le rivisitazioni, non posso non citare Dracula di Bram Stoker (film di Francis Ford Coppola nelle sale nel 1992), con Gary Oldam, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves (scusate se è poco!).

Rifatevi gli occhi:

 

Buon compleanno Nonno Bram!!!

Person of Interest ogni venerdì sera su Italia 1

Carissimi lettori,

devo fare una confessione: dopo la quinta serie di True Blood pensavo che non mi sarei più innamorata di una serie TV e invece, nonostante qualche fugace colpo di fulmine rivelatosi “una sola”, ora il mio venerdì sera è cambiato ed è all’insegna di Person of Interest. In pratica, il venerdì non mi muovo di casa.

Dalla prima serata domenicale, con cui Italia 1 lo ha presentato al mondo, l’appuntamento si è spostato al venerdì in seconda serata.

L’ideatore è Jonathan Nolan, fratello di Christopher, l’autore di (cito un film a caso) “Il cavaliere oscuro – il ritorno” che ho visto al cinema (imax) in anteprima alla modica cifra di 12 euro. Il produttore è JJ Abrams (ndr Fringe)

E quindi? Quindi siamo di fronte a un moderno “Grande Fratello”, non quello con la poltrona rossa e tanti esauriti che urlano.

Ecco il prologo in apertura di ogni puntata:
« Siamo sorvegliati. Il governo dispone di un sistema segreto, una macchina, che ci spia ogni ora di ogni singolo giorno. Lo so perché l’ho costruita io. Ho ideato la macchina per prevenire atti di terrorismo, ma vede ogni cosa: crimini violenti che coinvolgono persone comuni, persone come voi; crimini che il governo considera irrilevanti. E poiché loro non avrebbero agito, decisi di farlo io. Ma mi serviva un socio, qualcuno con le capacità per intervenire. Le autorità ci danno la caccia, lavoriamo in incognito, non ci troverete mai. Ma che siate vittime o carnefici, se esce il vostro numero, noi troveremo voi»

Il fatto è che questa macchina innovativa fornisce dei numeri identificativi di persone coinvolte in crimini e violenze, ma non ci sono elementi, se non la ricerca sul campo (telefoni sotto controllo, pedinamenti, spionaggio e invasioni di privacy di ogni genere) che ci dicano se le persone sorteggiate sono vittime o carnefici. A volte un viso angelico ci spinge a pensare che sia una potenziale vittima, invece in corso d’opera si scopre un autentico assassino.

Harold Finch è il creatore di questa macchina che gli era stata commissionata dal Governo USA per prevenire attacchi terroristici dopo la strage dell’11 settembre. Finch, però, scopre che la macchina scova anche i “reati minori” a cui il Governo non dà priorità o addirittura interesse. Come padre della sua creatura, Finch decide di non abbandonare la macchina e si crea un accesso secondario attraverso il quale riceve i numeri della previdenza sociale di persone che saranno coinvolte in un episodio di violenza. Dal momento in cui Finch riceve il numero, ci sono 24-48 ore di tempo prima che il reato si verifichi. Per affrontare questa responsabilità Finch, che ha anche difficoiltà a camminare (è zoppo), ingaggia l’ex agente della CIA John Reese, che a seguito di un incidente in cui viene creduto morto, vive come senzatetto nei sobborghi di New York. Reese è la persona perfetta, sia perchè è un militare super-addestrato, sia perchè non ha più un’identità essendo ufficialmente morto. Il suo compito è intervenire sul campo per salvare o uccidere qualcuno e lo fa senza troppe remore (schiaffi a destra e a manca). Nella prima serie sono aiutati da due detective del NYCPD: Lionel Fusco, un agente non proprio modello e la tenace Joss Carter, che inizialmente indagava proprio su Reese. Lo sfondo della New York di Person of Interest sono poliziotti corrotti e la mafia. Contro di loro anche FBI e CIA che cercano Reese per ucciderlo.

Ovviamente John Reese che tira mazzate e gira sempre armato fino ai denti è un duro dal cuore tenero mentre Harold Finch è un genio con un cuore grande. Chi gliela fa fare??? Forse ci mettono un pò troppo la faccia, perchè nonostante la segretezza della loro attività girano a viso scoperto e si espongono in prima persona nei pedinamenti e nelle indagini, qualcuno dovrebbe farlo presente.

Oltre alle vicende suggerite dalla macchina, ci sono le vite private (soprattutto le ex vite) dei protagonisti, dei co-protagonisti e il tessuto sociale della città. Non ce lo aspettiamo ma c’è anche chi vuole violare la macchina, nell’episodio 13 un hacker professionista riesce a infiltrarsi con un Trojan nel sistema operativo di Finch costringendolo ad interrompere la connessione e a bloccare il funzionamento della macchina. Questa signora informatica è uno dei maggiori pericoli della coppia.

La serie è un delicato mix di azione, suspence, ironia e buoni sentimenti.

John Reese è interpretatao da James Caviezel il Gesù Cristo de La passione di Mel Gibson, fervente religioso anche nella vita reale, mentre Harold Finch è Michael Emerson il Benjamin Linus per i fanatici di Lost.

Ragazzi datemi una chance. Provate! Secondo me, vi piacerà…aspetto commenti.

SS

Episodio 2 “Authority always wins”

Avete riflettuto sul primo episodio? Bravi…

Ci sono state impreviste trasformazioni e nuove apparizioni. Tutte queste novità, come sempre, significano solo guai. Attenzione a quanto accade nell’episodio 2 dal titolo “Authority always wins”.

Nell’ep. 2 entra in scena in maniera trionfale l’Autorità Vampira, guidata da Roman, un vampiro di 500 anni. Le guardie dell’autorità sventano la fuga di Bill ed Eric, organizzata da Nora, membro dell’autorità stessa e sorella di Eric (siamo tutti memori della gloriosa scena di sesso tra fratello e sorella all’interno di un container). Bill ed Eric vengono condotti nelle prigioni dell’autorità e brutalmente interrogati. Cercano disperatamente di convincere Roman e gli altri membri dell’AV di non essere sanguinisti (vampiri che interpretano letteramente la Bibbia Vampira e credono che gli uomini siano stati creati solo per nutrirli, tutto il mondo è paese!) e di salvare Nora, accusata di tradimento per averli fatti fuggire. Provvidenziale il lampo di genio di Bill, che baratta la propria libertà (provvisoria) e quella di Eric con la cattura di Russell Edgington. Sì, perchè Russell è scappato dalla sua prigione ed è a piede libero. Ma chi lo avrà aiutato?

Intanto Sookie e Lafayette si trovano ad affrontare la furia cieca di Tara, non contenta di essere stata trasformata nella cosa che più detesta: un vampiro.

Con una certa curiosità entriamo nei ricordi di Pam, a cui manca Eric. Torniamo all’epoca (l’800) della sua trasformazione e alla sua vita umana. Intravediamo Pam, bellissima, in abiti ottocenteschi alla conduzione di un bordello e viviamo il suo incontro con Eric, che la salva da un maleintenzionato.

Finalmente scopriamo qualche segreto in più dei personaggi di cui fino ad ora abbiamo saputo poco, così avviene con Pam e con Terry. Dai suoi flash di guerra, capiamo che è coinvolto in una sparatoria. Sarà questo l’episodio che ha provocato lo stato di shock in cui vive? Il sergente Patrick ha un ruolo sicuramente attivo nella faccenda ed è tornato per avvertire Terry di un pericolo imminente. Patrick rivela a Terry che l’incendio che ha bruciato la loro abitazione potrebbe non essere stato casuale. Anche gli altri soldati con lui in Iraq hanno vissuto episodi simili (” chi gioca col fuoco, prima o poi si brucia” dice il detto). Per questo motivo il rapporto tra Terry e Arlene rischia di incrinarsi.

Così sembra anche quello tra Sam e Luna, dal temperamento piuttosto focoso. Dopo averlo liberato dalle grinfie del branco, che lo aveva rapito perchè confessasse il luogo di sepoltura del loro capo, Marcus, Luna litiga con Martha, la sua ex-suocera, e caccia da casa Sam. La questione è la tutela della piccola Emma, che scopre la sua seconda identità di lupo. Emma ha i geni del padre e non della madre mutaforme.

Jason cerca di capire i suoi sentimenti per Jessica e nel frattempo lavora con grande impegno a fianco di Andy. Insieme, scoprono l’auto di Debbie Pelt, di cui non si hanno più notizie da giorni. Noi sappiamo che è stata uccisa da Sookie. Questo segreto: “Chi ha ucciso Debbie Pelt” (una moderna Laura Palmer) verrà presto a galla?

Chiudo questo breve racconto della puntata 2, facendo i miei complimenti al reverendo Newlin e alla faccia di “tolla” con cui, dopo una lunga lotta ai vampiri, se ne fa portavoce e difensore nei talk show. Sembra che riesca ad essere convincente, qualsiasi cosa faccia uscire dalla sua bocca. Risulta comunque un personaggio piuttosto simpatico e anche un pò impacciato!

Ovviamente non finisce qui…

Restate connessi

Eric parla italiano e ci presenta la 5a stagione

Alexander Skarsgard, Eric di True Blood, presenta in italiano la 5a stagione su Fox.

Sarebbe un passo avanti in Italia trasmettere serie TV e film in lingua originale con i sottotitoli, come in molti paesi europei, così potremmo capire Eric anche in inglese. Nell’attesa, ecco il promo:

Complimenti!!!   SS

TrueBlood su FOX – Ep. 1 “Turn!Turn!Turn!”

Qualcuno di voi avrà già avuto modo di vedere le puntate in onda su HBO, altri hanno pazientemente atteso l’arrivo della quinta stagione in Italia, trasmessa su FOX canale 111 dal 23 ottobre (ogni martedi’ ore 22.45 e in replica).

La puntata di apertura (5×01) Turn! Turn! Turn! è l’approdo per i nuovi arrivi e per i grandi ritorni. Le strade dei nostri protagonisti si separano: Bill uccide Nan e insieme ad Eric deve affrontare le decisioni dell’Autorità Vampira, Sookie uccide Debbie Pelt che a sua volta irrompe in casa sua con un fucile, decisa ad eliminarla (è il secondo tentativo).

Si comincia quindi con ben due omicidi, un evento non così inusuale nella serie. Chi si aspettava un inizio soft non è lo spettatore adatto a True Blood!

Per l’ennesima volta, è Tara, l’amica di una vita a intervenire e salvare Sookie. Questa volta, però, il prezzo del suo atto è alto e Tara paga con la sua vita. “Provvidenziale” (il destino è beffardo) è l’intervento inatteso di Pam a cui Sookie e Lafayette chiedono la trasformazione di Tara in vampiro. Non è l’unica trasformazione (come dice il titolo Turn! Turn! Turn!): ironia della sorte c’è un altro grande ritorno: quello di Steve Newlin, l’integralista reverendo a capo della Confraternita del Sole.

Una sopresa che bussa alla porta di Jason a cui Steve, ora vampiro e omosessuale dichiarato, confessa il suo amore. Momento romantico spezzato, fortunatamente per Jason, da Jessica (che in assenza di Bill organizza party insieme ai suoi nuovi amici).

Alcide è ambasciatore del più importante quanto allarmante ritorno (il terzo fino ad ora), questa volta si tratta di Russell Edgington, che tutti pensavano ormai morto (di vera morte) e che invece è stato sepolto ed ora liberato dalla sua fossa. Sookie è incredula, ma al momento ha problemi ben più grandi da affrontare e da nascondere ad Alcide. Alcide vorrebbe che Sookie andasse a vivere con lui nella sua casa per proteggerla (sarà l’unico motivo, dopo che si è dichiarato?). Sookie, però, è un’artista nel cacciarsi in guai più grandi di lei, pertanto tenerla al sicuro è pressoché impossibile.

I sentimenti sono un capitolo difficile in questa quinta stagione. Sookie è lontana da Bill, Eric e Alcide; Lafayette perde Jesus (che ha ucciso quando è stato posseduto da Marnie); il rapporto tra Terry e Arlene è messo a dura prova dall’arrivo di Patrick e Jason deve accettare la relazione di solo sesso voluta da Jessica, sacrificando i suoi sentimenti che sono più profondi. L’unico che sembra cavarsela alla grande è Andy insieme ad Holly, cameriera del Merlotte.

Per Sam e Luna, la cui relazione funziona con alti e bassi, questa quinta stagione è complicata. Sam viene rapito dal branco che reclama il corpo di Marcus, ex capobranco ed ex fidanzato di Luna, nonché padre naturale di Emma, ucciso da Alcide. In città è tornata anche Martha, madre di Marcus, che vuole degna sepoltura per suo figlio.

Facciamo un passo indietro. Scrivevo di Bill ed Eric, per loro è solo l’inizio di sanguinosi guai. In questa prima puntata i due vampiri sono nelle mani di Nora, sorella di Eric e progenie di Godric. Tra fratello e sorella c’è un rapporto molto carnale, uno dei modi insoliti di Eric di dimostrare affetto ed anche Nora non sembra essere da meno.

Ora tocca a voi lettori dirmi cosa ne pensate di queste anticipazioni o di questa prima puntata.

Gli spunti non mancano.

Resto connessa, fatelo anche Voi.

 

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