Fan(g)tasy is in the air tonight

A good source of Vampires and Fanfiction on wordpress

Archive for the month “October, 2012”

#Salomé

La stagione 5 di True Blood ha portato con sè nuovi personaggi.

Quello che più mi ha affascinata nel corso delle 12 puntate della stagione è Salomé Agrippa, per il suo profondo legame con la storia religiosa (componente importante della serie 5 anche se rivisitata in chiave “vampiresca”). Il personaggio di Salomé è interpretato dall’italiana Valentinta Cervi (un’attrice italiana scelta per rappresentare un personaggio “storico/religioso” non è di certo un caso!).

Nella fiction Salomé è una donna che usa il suo fascino, la sua intelligenza e il suo corpo per far capitolare gli uomini, controllarli e comandarli. Come racconta al suo prediletto Bill, il suo fascino è miele per gli uomini e Salomé ne è prima vittima e poi carnefice. E’ un personaggio negativo: è il braccio destro di Roman, il vampiro che guida l’Autorità Vampira, ne è amante e consigliera, ma lo tradisce, liberando Russell Edgington che lo uccide e interrompe il lungo periodo moderato dell’Autorità. Salomé diventa guida della setta dei sanguinisti, un gruppo di vampiri estremisti che considerano gli umani solo cibo e alla fine conduce i suoi compagni all’autodistruzione, da cui nasce Billith.

Nella Bibbia:

“Salomè (14 circa – tra il 62 ed il 71) fu una principessa giudaica, figlia di Erodiade e di Erode Filippo I, protagonista di un episodio narrato nel Vangelo di Marco 6,17-28 e nel Vangelo di Matteo 14,3-11, che ha come protagonisti lei e Giovanni Battista. Nei due Vangeli non viene fatto il suo nome, riportato solo da Giuseppe Flavio nelle Antichità giudaiche XVIII, 136-137. Erodiade abbandonò il marito e andò a convivere con il cognato Erode Antipa. Giovanni Battista condannò pubblicamente la condotta dello zio di Salomè; il re allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. Salomè in seguito sposò il tetrarca Filippo e successivamente Aristobulo, re di Calcide dal quale ebbe tre figli.” (cit. Wikipedia).

Nel Vangelo secondo Marco, Salomé non è responsabile delle sua atroci scelte: a seguito della sua bravura nell’esibizione della danza dei sette veli al banchetto organizzato per il compleanno dello zio Erode, riceve dallo stesso l’invito a formulare una richiesta, qualunque essa sia. La richiesta della ragazzina di ricevere la testa di Giovanni Battista su un vassoio non è sua, ma di sua madre Erodiade assetata di vendetta.

La figura di Salomé evolve nel corso dei secoli e delle diverse forme di rappresentazione artistica. Fu Gustave Moreau a trasformare la ragazza da strumento a protagonista della vendetta e a caricarla di una bellezza distante e inaccessibile nel suo dipinto ad olio dal titolo L’apparizione da cui trae ispirazione Oscar Wilde.

Nel suo dramma del 1891, Wilde trasferisce la volontà di Erodiade a Salomé e la rende capricciosa, perversa e portatrice di una lussuria macabra al pari di una vedova nera o di un serprente velenoso. La bellezza  di Salomè si macchia di peccato.

Anche Strauss ne rimase affascinato e tradusse la storia in musica, rendendo Salomé ancora più aggressiva e degenere.

Nel corso del ‘900 il personaggio di Salomé si è trasformato da vergine vittima della madre a veicolo di erotismo e perversione e continua a mutare tuttora nelle sue numerose rivisitazioni.

E’ un personaggio senza dubbio affascinante per tutte le trasformazioni che ha vissuto nel corso del tempo e che non ci hanno permesso di dimenticarla, ma di conoscerla sotto altrettanti aspetti, fino al suo sbarco in True Blood, dove di ripetono i caratteri decadenti e impuri del personaggio (traditrice e distruttrice). Che donna!

Voi cosa ne pensate?

Restate con me se volete scoprire qualcosa in più…

Advertisements

Post Navigation